Il borgo di Gera possiede anch’esso delle fortificazioni; la loro storia è differente da quella di Pizzighettone. Inizialmente, nel Medioevo e nel Rinascimento, la borgata ne era priva: i suoi abitanti, in caso di necessità, si rifugiavano al di là del fiume. Durante la seconda metà del XVII secolo, nonostante il forte periodo di crisi che dilagava nei territori della Pianura Padana, i dominatori spagnoli decisero di rendere anche Gera una roccaforte. Terminata la dominazione spagnola, gli austriaci si impadronirono di Pizzighettone e della piccola borgata; l’imperatore Carlo VI ordinò il rifacimento delle difese di Gera, distruggendo buona parte delle abitazioni presenti e la chiesa di San Pietro in Pirolo. La fortezza geraiola a doppia corona presentava tre baluardi, coperti da tre mezzelune, e il forte di San Pietro.
Venne realizzato anche un fossato che in caso di necessità poteva essere utilizzato come ulteriore difesa, allagando le zone circostanti le cortine murarie. Un’ulteriore cerchia in terra battuta andava a completare il tutto. Invece, per quanto riguarda le ventisei casematte del borgo, esse venivano utilizzate come magazzini militari e si differenziano da quelle di Pizzighettone perché ciascuna è formata da un pilastro centrale da cui si dipartono quattro volte che ricadono sui lati e che sono collegate fra loro da grandi archi. Le mura di Gera, durante il corso dei secoli, subirono alcune modifiche: furono potenziate durante la dominazione piemontese; fu anche aperta una nuova via d’accesso, Porta Milano, oggi non più esistente. Agli inizi del XX secolo, in Gera fu costruito il Genio Militare che inglobò parte delle mura presenti. A causa di ciò ma anche a causa della Seconda Guerra Mondiale, le difese murarie subirono drastici cambiamenti e alcune parti, come il bastione centrale, furono distrutte. Attualmente, la borgata di Gera conserva integra quasi tutta la sua cinta muraria, la polveriera Sant' Antonio ma anche gli edifici del Genio Militare.
Informazioni e ricerca a cura di Pro Loco di Pizzighettone.
Servizio Civile Universale, anno 2019



