Chiesa della Fontana
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CHIESA DEI TRE SANTI (O DELLA FONTANA)

L’edificazione della chiesa risale al 1500 ed è legata a una leggenda. Si racconta, infatti, che grazie a una visione mistica, una donna lentinese, Maria Seja, indicò la posizione di una sorgente d’acqua che fluiva dal luogo in cui, secondo la tradizione, era stata gettata la lingua di S. Alfio, dopo che il tiranno romano di Lentini Tertullo, gliela strappó a carne viva, facendo morire il giovane per dissanguamento. Va anche detto che molto probabilmente il pozzo non sarebbe stato creato da un Miracolo ma sicuramente era molto più antico rispetto al periodo in cui si svolse il martirio e assieme ad altri pozzi, non più esistenti, servivano per l’irrigazione dell’area. Lo scavo nel punto indicato dalla donna, fra l’antica chiesa dei Tre Santi e le Grotte, rivelò una sorgente di acqua potabile, attorno alla quale fu costruito un pozzo. I lentinesi edificarono sopra il pozzo una cappella, aggregata alla chiesa. Distrutta dal terremoto nel 1693, viene ricostruita ed aperta al culto nel 1711. La facciata in stile neoclassico, è caratterizzata da uno stile molto semplice e lineare ma anche elegante e fastoso. Il grande portale è sormontato da un ampio timpano spezzato al cui centro vi è situata la finestrella centrale di forma rettangolare, in cui è collocata una vetrata artistica che raffigura i tre martiri di Lentini. L’elegante frontone triangolare lega ai due vertici due pinnacoli a coppa e una semplice croce in ferro battuto. Il campanile sulla destra è caratterizzato da pilastri scanalati  che sostengono la cella campanaria. All'interno, la chiesa presenta un'ampia navata caratterizzata da profonde arcate  con decorazioni geometriche. Sull'altare maggiore sono posizionate tre statue d’argento che raffigurano i tre martiri ALFIO FILADELFO E CIRINO.

Nelle pareti laterali della navata, possiamo ammirare un dipinto che raffigura il martirio dei tre Santi. Inoltre è possibile ammirare la colonna che indica il luogo esatto in cui vennero martirizzati i tre fratelli.

Nel pavimento della chiesa, come detto prima, ci sono i tre pozzi d’acqua di cui quello centrale è noto come il pozzo di Sant’Alfio, nelle giornate della festività del Santo Patrono il livello dell’acqua si alza e questa viene considerata acqua benedetta.

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