Liberatemi, lasciatemi andare!
Gridavo dall’interno della torre dove mi avevano intrappolato.
La mia unica colpa? Aver amato un semplice soldato. Un amore che i miei genitori avevano deciso fosse sbagliato, per via del suo rango, e che cercarono di impedire in ogni modo, costringendomi a prendere i voti e vietandomi di incontrarlo.
Il sentimento che ci legava, però, era così forte che iniziammo a incontrarci di nascosto. Lui mi diceva “sta tranquilla, non lo scopriranno” tra una carezza e l’altra.
Ma alla fine, il prezzo più caro lo pagai io: quando ci scoprirono, mi portarono via dalle mie stanze e mi murarono viva all’interno del castello. Tra le lacrime e le urla, la disperazione ed il dolore, la mia anima senza accorgersene lasciò il corpo: è da allora, che vago nella notte, volando tra le torri continuando quel pianto disperato, accompagnato da un lamento che viene dal profondo, da quel cuore ormai spezzato.
Testo e Voce narrante di Valentina Conti