Il porto di Alsium
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Sul lungomare di Palo-Laziale, in prossimità del castello Odescalchi, è situato l’antico porto di Alsium.
Alsium fu il primo insediamento costiero e primo porto dell’antica Caere, la moderna Cerveteri.
Il sito di Alsium, che prende il suo nome dalla parola greca ἁλς ossia sale, aveva la funzione di vero e proprio baluardo sul mare con scopo di proteggere direttamente la città di Caere da possibili incursioni di nemici.
Delle fasi più antiche del porto purtroppo non abbiamo documentazioni.
Il porto è citato per la prima volta nelle fonti antiche da Cicerone informandoci che Cesare, di ritorno dalla guerra in Africa nel il 46 a.C. e ormai proprietario della Villa di Pompeo di San Nicola, intendeva sbarcarci ma gli amici lo dissuasero da questa intenzione. Il sito, infatti, doveva accogliere ancora genti rimaste fedeli a Pompeo anche dopo la sua sconfitta, proprio per mano di Cesare, subita a Farsalo nel 48 a.C.
I resti archeologici in quest’area sono tutt’ora numerosi e a seguito di una lettura delle opere murarie sono state riconosciute almeno 3 diverse fasi edilizie che partono dalla fine dell’età repubblicana.
Situata a ridosso del bastione occidentale del Castello Odescalchi vi è una struttura rettangolare, 50x30 metri circa, costruita in cementizio. L’opera, da identificarsi come una peschiera/bacino portuale, è ancora visibile sui lati Sud e Ovest mentre solo un breve tratto affiora sul lato Est.
Ulteriori dati di fondamentale importanza emergono dall’analisi delle documentazioni del complesso elaborata dall’archeologo Rodolfo Lanciani nel 1898. L’autore fornisce preziose indicazioni su una notevole parte del monumento in seguito demolita dall’erosione del mare: nella pianta dell’area si riconosce molto bene un prolungamento del lato meridionale della peschiera verso Ovest, in direzione di un molto curvilineo. Questo documento contribuisce a definire questa peschiera/bacino portuale come parte integrante di un complesso ben più articolato e ampio di quanto finora ipotizzato. La darsena vera e propria potrebbe essere identificata nel vasto bacino, in gran parte insabbiato e coperto dalle case del borgo, delimitato dal molo curvilineo dal lato Est ed dal prolungamento del lato Nord della peschiera.
Il molo curvilineo di cui abbiamo accennato, largo circa 2 m, ha un andamento semicircolare ed è visibile per una lunghezza di circa 28 m.
Non sappiamo con esattezza fino a quando lo scalo portuale rimase funzionante, anche se, dobbiamo supporre, che almeno fino alla fine del IV secolo d.C. il porto rimase attivo per consentire alle importanti ville ancora presenti nel sito, come la lussuosa villa romana situata sotto la “Posta Vecchia”, di rifornirsi di beni alimentari e non solo. Queste importanti ville sono
menzionate per ultimo da Claudio Rutilio Namaziano nel suo poema intitolato de Redito Suo, scritto verosimilmente dopo il 414 d.C., mentre la sua nave costeggia le coste dell’Etruria meridionale il poeta narra che “dove vi erano state piccole città ora vi sorgevano grandi ville”.

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